Ok, ci siamo.
Sono arrivata. In Bulgaria.
Se contasse solo la prima impressione, sarei già sul primo aereo per l'Italia senza essermi guardata indietro neppure un momento.
Invece, per fortuna, le cose cambiano. La prima impressione non è quella che conta. Devo imparare a guardare oltre i "block", i supermercati senza acqua frizzante, i negozi che non accettano carta di credito, sim card che non funzionano come vorrei, gli scarafaggi nel bagno e i rubinetti rotti che mi allagano la cucina.
Qui le persone sono molto ospitali. Mi fanno sentire a casa e quando torno nel mio block, la sera dopo il lavoro, mi sento meno sola.
Adesso sono a scuola, stamattina avevo i bimbi di prima elementare. Io gli insegno l'inglese e loro mi insegnano un po' di bulgaro.
E' divertente, anche se ho passato tutta la mattina a ripetere "The Tiger is yellow and the dog is black".
Sono appena tornata dalla lezione con i ragazzi più grandi. Hanno voluto sapere tutto di me, quale fosse il mio cibo preferito, il mio film preferito, che genere di musica ascoltassi.
Insegnare qui è un po' strano. Passo dai bambini ai ragazzi più grandi e il modo di relazionarsi con loro è completamente diverso.
Oggi è stata una buona giornata. E sono contenta.